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INTERVISTA A MIRELLA MURRI - Produttore Esecutivo di Musica

 

INTERVISTA A MIRELLA MURRI

Produttore Esecutivo di Musika – Roma Music Expo 2018

 

La musica è forza creativa, capace di generare emozioni e legami. La musica è sostantivo femminile. Se si aggiunge la K al posto della C si ottiene un nome leggermente diverso, ma un concetto identico che racchiude forza, eleganza e creatività. Musika è un evento che li sprigiona in grande stile in una bella location nella Capitale. Due giorni pienissimi di eventi live, dimostrazioni, seminari e molto altro.

Mirella Murri, produttore esecutivo, ideatrice dell’evento e anima del team organizzativo è un po’ madre di questa creatura. È lei che mi racconta prima la genesi di Batterika ed Elettrika, le due manifestazioni-figlie maggiori, ma soprattutto come nasce nella sua testa e in quella dei suoi soci l’idea di Musika, stimolata dai successi degli anni precedenti.

 

Parlando con lei in pochi minuti capisco la grande esperienza professionale alle spalle, capisco che ha la stoffa di chi si circonda delle persone giuste. E lei me lo conferma. Mi conferma che le sue qualità femminili l’hanno aiutata, insieme alla fiducia e alla potenzialità degli altri professionisti che ha scelto nel team. E quando le chiedo se è stato facile o difficile, da donna non musicista, concretizzare questo grande evento che è Musika lei mi risponde così.

 

È stato facile perché mi sono sempre relazionata con persone professionalmente ad un livello molto elevato che hanno capito fin da subito che tipo di lavoro faccio.

Dalla gran passione che ho coltivato presso la scuola di musica nell’organizzazione di eventi, clinic, seminari di batteria con artisti internazionali, ho sentito l’esigenza di creare un evento più strutturato. Batterika è stato il primo evento, con ben sei edizioni. All’inizio mi chiedevo: come lo chiamo? Doveva essere un nome e un concetto capace di muoversi e andare in giro come un virus, diffondendosi. Così è nata Batterika. Mi sono affacciata ad una delle persone che ritenevo storicamente un punto saldo nel mercato strumenti musicali, Augusto Cherubini, che ha subito sposato il progetto. L’abbiamo montato insieme dal punto organizzativo fin dalla prima edizione all’Auditorium Parco della Musica.

Ancora prima di far partire la prima edizione avevamo ben chiaro che non doveva trattarsi soltanto un’expo: ci doveva essere musica. Ci serviva all’interno della squadra organizzativa la direzione artistica di un musicista. Ed è stato a quel punto che si è inserito Lucrezio de Seta.

Inoltre al progetto Musika si è aggiunto in produzione un’altra figura molto importante, strumentimusicali.net uno dei negozi on line più grandi d’Italia.

Posso dire che ho dei grandi soci, che apprezzano il lato femminile della manifestazione. Anche dal punto di vista estetico e soprattutto nella cura del dettaglio, e questo per me è un grande vantaggio.”

 

L’efficienza della macchina organizzativa e il sostegno di musicisti e aziende fanno incassare un il primo grande successo, con Batterika arrivano a totalizzare cinquemila ingressi e raccolgono una buona dose di soddisfazione. Sull’onda dell’entusiasmo replicano con Elettrika, un format per chitarristi e bassisti. E Mirella, che “come ogni donna non sta mai ferma”, dopo sei edizioni di Batterika e due di Elettrika lancia un’altra proposta: “Apriamo il format a tutti gli strumenti e musicisti”. Un’altra K si aggiunge e Musika nel 2016 esplode raccogliendo un enorme bacino di appassionati.

 

Ciò che colpisce nel parlare con chi sta dietro e dentro l’evento in modo così profondo e attivo come Mirella è l’assoluta mancanza di stanchezza o frustrazione. In un contesto italiano in cui la creatività e la cultura paga l’indifferenza delle istituzioni Musika arriva alla sua terza edizione con una proposta ancora più consistente e un trend di crescita positivo. Le chiediamo qual è il segreto.

 

Perchè è un evento amato. Non fatico mai a trovare l’aiuto delle aziende perché è un evento indiscutibilmente di successo. Già dalla prima edizione abbiamo avuto subito un ritorno immediato. Credo che sia di così facile gestione perché è fatto con passione.

Ad ogni edizione di Batterika e Musika riscontro con piacere la modalità propositiva di partecipazione da parte della comunità dei musicisti, tutti partecipano in modo attivo, non si innescano dinamiche conflittuali. Proprio questo sostegno ci spinge a voler proseguire su questa strada allargando la nostra idea di programmazione. In futuro puntiamo ad organizzare tre eventi l’anno: Musika, Batterika ed Elettrilka.

Proprio perché non ho dubbi sul successo di questo format sto cercando di triplicarlo.

Sarà un’impresa importante, perché sono i rischi sono alti e non si sai mai quello che può succedere.

Un esempio? La seconda edizione di Musika era la mattina del terremoto nelle Marche, due anni fa. Ero lì in biglietteria quando è successo. Non sapevo neanche se l’evento si sarebbe potuto fare.”

 

Ma l’evento si è fatto, per due anni di seguito. Le persone che l’anno scorso hanno varcato la soglia dell’area conferenze del A.ROMA Lifestyle Hotel sono state quattromila. Cosa si aspettano queste persone da Musika?

 

Già dalla prima edizione, ad evento concluso, siamo rimasti seriamente colpiti da quanti musicisti e appassionati avessero necessità di venire quel giorno lì a vivere proprio quell’atmosfera. Musika è una piazza. E in piazza, come nei vecchi paesi, ci si confronta, si scambia, si chiudono contrattazioni. Funziona così: vengono da tutta Italia come per una grande festa ma alla fine fanno le cose seriamente. Ci sono scambi commerciali, c’è business, c’è cultura.

Poi c’è che ci ha determinate aspettative. Musika nelle aspettative di queste persone viene paragonata alla vecchia Fiera di Bologna o alla fiera di Francoforte, le più grandi fiere europee di strumenti musicali sovvenzionate a livello internazionale con movimenti di capitali completamente differenti dai nostri. Noi ci siamo autoprodotti lavorando sul campo. Però giustamente il pubblico non sa quello che c’è dietro, non si rende conto che le sponsorizzazioni che ricevono questi eventi sono di altre cifre.

Ma è una cosa positiva, questa grande aspettativa dimostra la grandezza della proposta. Ci restituisce un’immagine dell’evento solida. Non mi faccio il problema di soddisfarla pienamente perché Musika in questo momento sta al top. Abbiamo fatto e stiamo facendo il massimo che si può fare con i mezzi che abbiamo.”

 

Questo massimo è fatto di più di cento eventi in una sola giornata. Di solito quello che si aspettano i partecipanti a Musika è molto meno di quello che trovano. La programmazione live, didattica, esperienziale dell’esposizione è ricchissima e multisciplinare. In questa piazza ci si immerge completamente nella musica, da tutti i punti di vista.

 

Ci sono seminari sia tecnici che stilistici. Ad esempio abbiamo fatto seminari sul jazz, abbiamo avuto Roberto Gatto, Gegè Munari e altri batteristi noti nel settore che hanno spiegato com’è il loro approccio allo stile. E poi seminari di tecnica vocale e di varie tecniche di strumento.

Anche la parte dei concerti è multistilistica e poi c’è la parte DEMO, in cui sono le aziende stesse che spiegano le caratteristiche tecniche di uno strumento. Chi arriva è immerso in tutto questo. All’interno delle sale si trovano operatori del settore, studi di registrazione, scuole di musica, siti di promozione dell’artista, società che trattano i diritti d’autore.

La cosa bella di Musika è che è sia business che cultura. È un’impresa culturale, cosa rara nel panorama italiano in cui spesso il musicista non è nemmeno considerato un lavoratore.”

 

Mi permetto di aggiungere che Musika è anche un evento sociale, una piazza come dice Mirella, un luogo che ha ragione ed importanza d’esistere ora più che mai, ora che gli spazi di socialità tra artisti stanno lentamente scomparendo erosi dalla socialmedialità delle interazioni. E i confini di Musika sono molto più ampi di quelli di una piazza qualunque. Le chiedo fin dove si estendono e dove arriva la portata del messaggio di questo festival di cui il settore aveva così bisogno.

 

Tutto il centro Italia e il sud. Viene gente dal sud, viene anche gente dal nord. Un po’ meno perché logicamente il nord è fornito da questo genere di manifestazione, come ad esempio la fiera di Milano.

Stiamo potenziando la parte artistica per dare la possibilità di entrare in contatto con molti artisti nazionali, perché credo che abbiamo tantissimi artisti incredibili in Italia. Ma vogliamo dare al pubblico la possibilità di entrare in contatto con loro in maniera più diretta rispetto alla solita separazione dei grandi palchi. Anche se abbiamo un led wall di grande impatto, di ben da dodici metri, c’è sempre spazio per il confronto. Vogliamo che chi partecipa a Musika possa scoprire l’artista in una visuale professionale nuova.

È divertente vedere personaggi dello spettacolo che si affacciano come musicisti e non come star. E allo stesso tempo è interessante conoscere chi invece sta dietro l’artista famoso, come Cesareo o con Christian Meyer (il batterista e il chitarrista di Elio e le Storie Tese). Molti non sanno neanche come si chiamano, se non i più appassionati. Eppure sono quei personaggi che hanno vissuto la storia della musica.“

 

Un approccio diverso dagli eventi da grande palco, in cui lo spettatore è relegato dietro le transenne o lontano da chi suona. Non è solo questo che rende Musika speciale. La possibilità di sperimentare personalmente, toccando con mano, tutto l’universo musicale fa tornare un po’ bambini. Ma anche per chi bambino lo è davvero o per chi ha figli ai quali trasmettere una nuova concezione di arte questo è il posto giusto.

Come e perché avete scelto di dare spazio anche all’educazione e formazione musicale?

 

Della parte riservata all’infanzia si occupano proprio associazioni specializzate nella didattica e formazione: il CDM (Centro Didattico Musicale) e il Centro Ottava. Abbiamo sempre dato molta importanza a questo aspetto. Crediamo che il musicista professionista del futuro nasce nel presente, e se viene formato in maniera professionale potrà davvero fare la differenza.

Per questo proponiamo in programmazione corsi di propedeutica musicale, avviamento allo strumento. Tutti i bambini possono provare una lezione gratuita di qualsiasi strumento oppure partecipare ai corsi collettivi, che vanno dalla body percussion al metodo Gordon, passando per il metodo Orff e molto altro.

Quest’anno apriremo una parte riservata alle scuole, abbiamo interesse ad arrivare anche ai bambini che non sono musicisti e non hanno mai avuto un approccio alla musica, a loro desideriamo fornire nuovi stimoli. Da qualche parte il musicista c’è, bisogna solo tirarlo fuori.”

 

Un’educazione all’arte, uno risvegliare la capacità di trovare ispirazione, di apprezzare la melodia. Qualcosa che accomuna persone molto diverse che condividono un’unica grande passione, quella della musica, declinata in diverse forme. Quanta contaminazione c’è dentro Musika?

 

Tanta. La programmazione è diversificata: metal, musica classica, elettronica, jazz, pop, rock.

I sette concerti dell’anno scorso, che quest’anno saranno dieci, hanno un percorso stilistico completamente differente. Chi viene a Musika, pagando un biglietto di dodici euro può vedere dodici ore di musica di qualsiasi genere. O meglio, pagando dodici euro la domenica e otto euro il sabato. Con sedici euro può fare il biglietto per i due giorni, e stare là, dalla mattina alla sera.

Ogni angolo di uno stand si tramuta in un palco jam, in cui il musicista che suona le tabla si incrocia con quello che suona le tastiere o molti altri strumenti, tutti a disposizione del pubblico.

Dentro l’evento ci sono duecento batterie che potrebbero suonare in contemporanea. L’impatto sonoro è notevole. Anche per questo la scelta della struttura è complicata, le stanze devono essere tutte separate, insonorizzate e dotate di requisiti tecnici che non è facile trovare dappertutto. Ma l’ A.ROMA Lifestyle Hotel è un ottimo posto. Una location elegante in cui puoi trovare di tutto: il musicista metal, il bambino, il politico, il musicista famoso, oppure il freakettone con i tamburi di meditazione.

Un anno abbiamo avuto un tipo che ha meditato in un corridoio per circa nove ore, gambe incrociate, con il suo tamburo non si è mosso da lì per nove ore!

Capitano molte cose divertenti, anche per le famiglie che finalmente possono accedere a un evento non unidirezionale. Non è il solito palco in cui trasmetti delle cose e il pubblico le raccoglie. No, chi entra a Musika è partecipe dell’evento, a qualsiasi età, questa è la forza.

 

Non mi resta che chiedere: E quando si spengono le luci dell’evento che cosa rimane nell’aria?

Un senso di mancanza e la voglia di rifarlo.

 

E a noi non ci resta che attendere ottobre per soddisfare la voglia di partecipare ad un’altra straordinaria edizione.